lo scontro

Zuckerberg chiede aiuto a Trump nella battaglia contro la Ue

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L’obiettivo di Meta è che l’amministrazione Trump renda pan per focaccia con i dazi, per diluire il provvedimento nei suoi confronti da parte di Bruxelles.

Mark Zuckerberg è stato lesto a salire sul carro del presidente Trump e ora chiede un favore in cambio. Lo scrive il Wall Street Journal, ricordando come il fondatore di Meta subito dopo le elezioni abbia abbracciato da subito le priorità del presidente. In primo luogo, ha cancellato il diversity team del social network, ha eliminato il programma di fact-checking e infine ha nominato Dana White, presidente dell’UFC, la principale organizzazione statunitense di arti marziali miste, nonché un grande sostenitore di Donald Trump, nel Cda.

Vestito con la cravatta marrone, Zuckerberg è stato uno dei grandi leader delle Big Tech che hanno presenziato all’insediamento presidenziale.

Pressing su Trump

Nelle ultime settimane, in una delle prime richieste specifiche di Zuckerberg da quando Trump è entrato in carica, i dirigenti di Meta hanno fatto pressione sui funzionari Usa del dipartimento del Commercio, affinché combattessero contro una ventilata multa e un ordine di cessazione e astensione dall’Unione Europea, hanno detto persone a conoscenza delle conversazioni. La decisione prevista riguarda il fatto se Meta debba essere costretta a dare agli utenti di Facebook e Instagram la possibilità di accedere a quei servizi gratis senza vedere annunci personalizzati, cosa che comprometterebbe il modo principale in cui Meta fa soldi.

Da mesi la casa madre di Facebook e Instagram è preoccupata per le conseguenze del Digital Markets Act sul suol business.

Non soltanto multe e sanzioni

L’obiettivo di Meta è che l’amministrazione Trump renda pan per focaccia con i dazi, per diluire il provvedimento nei suoi confronti da parte di Bruxelles.

Ma non si tratta semplicemente di multe e sanzioni, Meta si sente discriminata rispetto ai concorrenti ciensi ed europei, per il semplice fatto di essere americana.

Sarà quindi interessante verificare se Trump metterà in atto dei dazi nei confronti dei regolatori Ue che mettono i bastoni fra le ruote al business made in Usa. Cosa deciderà di fare la commissaria ue alla Concorrenza Ribeira?

La decisione ultima in un paio di casi contro Meta e Apple è in stand by.  

Meta teme che l’UE possa tentare di costringerla a vendere annunci pubblicitari ancora meno personalizzati di quanto lo sia ora o richiedere all’azienda di rendere più evidente l’opzione per annunci pubblicitari meno profilati. Una mossa del genere potrebbe indebolire i ricavi di Meta in Europa, una regione che rappresenta quasi un quarto del totale dell’azienda, secondo i documenti depositati in borsa. Per Meta, equivarrebbe a essere costretta a offrire i suoi prodotti principali senza un modello di business a supportarli, conclude il Wall Street Journal.

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