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Zes Unica Mezzogiorno. Meloni: “Digitale, cleantech e biotech le tre tecnologie su cui puntare, nove le filiere strategiche”

Il Piano Zes Unica per il Sud Italia, nove filiere su cui puntare e tre tecnologie strategiche

Presentato dal ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione, il Sud e il Pnrr, Raffaele Fitto, presso la Sala Verde di Palazzo Chigi a Roma, il Piano strategico Zona economica speciale (Zes) Unica Mezzogiorno, alla presenza del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Nove le filiere da rafforzare secondo il Governo: Agroindustria; Turismo; Elettronica & ICT; Automotive; Made in Italy di qualità, che comprende la filiera della moda e quella dell’arredamento; Chimica e Farmaceutica; Navale e Cantieristica; Aerospazio e Ferroviario.

Tre le tecnologie strategiche su cui puntare da qui in avanti: tecnologia digitale, clean tech e biotecnologie.

L’impiego delle più avanzate soluzioni digitali può rappresentare nel Mezzogiorno l’asset abilitante per la creazione di filiere produttive sostenibili e resilienti, come riportato dall’Agi. Poi ci sono le tecnologie pulite, il cleantech, che vedono ancora le regioni del Sud in prima linea per diventare non solo un hub energetico centrale nel Mediterraneo, ma anche un vero e proprio centro manifatturiero, specializzato in produzioni di particolare interesse, come fotovoltaico, eolico ed idrogeno.

Infine, il biotech, per sviluppare prodotti e tecnologie innovative per la salute, come i dispositivi medici e, in generale, l’industria biotecnologica.

Fitto: “Messo in campo un aumento dell’investimento massimo, fino a 200 milioni di euro

Un piano approvato in anticipo sui tempi previsti: “L’approvazione di questo Piano strategico, che era prevista entro il 31 di luglio, mi piace sottolineare come sia frutto di una strategia, di una visione. Ora ci sara’ da implementarlo e di lavorarci. E’ una grande sfida alla quale siamo pronti“, ha dichiarato Fitto.

Un tema importante che è anche alla base di questo percorso, è la capacità di rafforzare l’attrazione di nuovi investimenti. Noi abbiamo con questo provvedimento messo in campo un aumento dell’investimento massimo, fino a 200 milioni di euro, quindi ci poniamo come obiettivo quello dell’attrazione del grande investimento strategico e quindi di poter eventualmente costruire, in questo consesso, una filiera che possa accompagnare questa opportunità di investimento“, ha detto il ministro.

Fitto ha poi sottolineato che il provvedimento della Zona economica speciale unica e il suo allargamento “non è stata una scelta autoreferenziale del governo, ma il frutto di un confronto molto articolato con la Commissione europea“.

Quella italiana sarà infatti la più grande Zona economica speciale d’Europa, con un Pil complessivo di 420 miliardi di euro, una popolazione superiore ai 20 milioni di abitanti, 1,3 milioni di imprese e 68 miliardi di euro di export.

Meloni: “Sud polo produttivo di rilevanza globale, con una specifica attenzione alla frontiera tecnologica

Oggi adottiamo un provvedimento fondamentale per l’Italia e che contribuirà a disegnare la politica di sviluppo del Sud per i prossimi tre anni, ovvero il Piano strategico per la Zona economica speciale unica del Mezzogiorno. Lo sviluppo della Zes unica è una sfida per tutti, funziona e funzionerà se tutti gli attori coinvolti, Governo, Regioni, Enti locali, cittadini e imprese capiranno la portata di questa grande sfida“, ha affermato Meloni.

Questo Piano intende valorizzare la vocazione del Sud, e dell’Italia nel suo complesso, ad essere polo produttivo di rilevanza globale, con una specifica attenzione alla frontiera tecnologica. Il Piano analizza il tessuto economico, sociale e produttivo del Sud e individua nove filiere strategiche e tre tecnologie prioritarie da promuovere: il digitale, il cleantech e il biotech – ha sottolineato Meloni – La Zes unica fa parte di una strategia più ampia, portata avanti dal governo per rilanciare lo sviluppo del Sud e della Nazione nel complesso e disegnare un percorso di crescita di lungo periodo“.

Meloni: “Zes mattone in più per costruire quel nuovo modello di cooperazione, sviluppo e partenariato con l’Africa

Noi abbiamo guardato al Mediterraneo, al nuovo quadro geopolitico, alle grandi trasformazioni in corso nei mercati energetici e da qui abbiamo disegnato la strategia di sviluppo della Zes unica. È un quadro nel quale il Mezzogiorno ha tutte le carte in regole per contribuire all’autonomia strategica dell’Italia dell’Europa. E in questo senso – ha proseguito Meloni – la Zes unica è un mattone in più che noi mettiamo per costruire quel nuovo modello di cooperazione, sviluppo e partenariato con l’Africa che è alla base del Piano Mattei, che il Parlamento sta discutendo in queste ore e che identifica l’Italia come ponte tra il continente africano e l’Europa“.

L’obiettivo strategico che ci poniamo – ha sottolineato la presidente del Consiglio – è rendere il Sud un luogo dove sia conveniente investire. Ed è un’occasione alla nostra portata, perché la Zes unica del Mezzogiorno sarà la più grande zona economica speciale in Europa per numero di abitanti e supererà il primato della Polonia, che pure costituisce una buona pratica a livello internazionale“.

Che cos’è la Zes Unica Mezzogiorno

La Zona economica speciale Unica Mezzogiorno, è stata istituita il 1° gennaio 2024 (Decreto-Legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito in Legge n. 162 del 13 novembre 2023 in GU n. 268 del 16 novembre 2023) e comprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna.

La Zes è definita dalla legge come una “zona delimitata del territorio dello Stato, nella quale l’esercizio di attività economiche ed imprenditoriali, da parte sia delle aziende già operative nei relativi territori, sia di quelle che vi si insedieranno, può beneficiare di speciali condizioni, in relazione agli investimenti e alle attività di sviluppo”.

I progetti che rientrano nei settori strategici accedono alla cosiddetta “autorizzazione unica”: è sufficiente presentare una sola istanza, con procedimento amministrativo semplificato e tempi molto più rapidi di quelli ordinari.

In questi casi, la determinazione motivata di conclusione della conferenza di servizi può costituire variante allo strumento urbanistico e comportare la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dell’intervento“, ha aggiunto Fitto.

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