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USA, un sistema per regolare il traffico di droni entro il 2019

Verizon, insieme all’agenzia spaziale statunitense NASA, sta sviluppando un sistema che consentirà di monitorare il traffico aereo di droni attraverso i ripetitori telefonici.

Secondo i documenti visionati dal Guardian, l’accordo tra le due compagnie ammonterebbe a 500mila dollari e prevedrebbe lo sviluppo di una tecnologia che permetterà la sorveglianza e il monitoraggio del traffico aereo di droni a bassa quota (al di sotto dei 150mt ndr.)

Un fenomeno quello dei droni- e il traffico che ne consegue- che sta letteralmente esplodendo negli Stati Uniti e al quale la FAA (Federation Aviation Authority) non ha ancora posto delle norme chiare, se non la proposta che ha avanzato a febbraio per regolamentare l’uso di droni a scopo commerciale.

Una proposta che permetterebbe a droni con un peso massimo di 25 kg di volare nella VLOS (Visual Line Of Sight) durante il giorno a un’altezza non superiore di 150mt dal suolo e una velocità inferiore a 160km orari.

L’operazione di monitoraggio del traffico della NASA avrà inizio quest’estate e l’obiettivo insieme a Verizon è di poter attivare il sistema di monitoraggio entro la fine del 2017 e renderlo operativo per il 2019. Oltre alle infrastrutture delle due compagnie verranno utilizzati radar, satelliti e ripetitori.

Lo scopo principale sembra quindi voler promuovere l’uso di droni ma a condizione che ci siano delle restrizioni  nelle aree sensibili o centri abitati. Compagnie come Amazon e Google saranno, di certo, soddisfatte di questo nuovo progetto perché in simbiosi con il loro sviluppo di droni ad uso commerciale, che si era scontrato con il crescente problema della sicurezza, privacy e responsabilità in caso di incidente.

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