Labriola e Levi insieme con il caschetto, lavori in corso fra Tim e Iliad? C’era un clima diverso, frizzante, ieri alla stazione della metro di Piazza Vittorio, all’inaugurazione degli operatori (Inwit, Iliad, Fastweb+Vodafone, Tim e WindTre) con il sindaco Roberto Gualtieri della sala apparati 5G di Inwit. La community delle Tlc sembra pervasa da un rinnovato entusiasmo, che ricorda in qualche modo le aspettative del mercato nel 2018, all’inizio dell’era 5G. Una ventata di freschezza a spazzare la depressione della crisi.
Tlc, clima cambiato nella industry
Un clima che non si avvertiva da tempo, certamente alimentato dagli ultimi rapidi e inaspettati sviluppi legati all’ingresso di Poste in Tim. Un’operazione repentina, che ha avuto il merito di riaccendere i riflettori sulle telecomunicazioni e le voci di un risiko della industry, in fermento perché il consolidamento è considerato oramai uno step inevitabile.
Consolidamento, Labriola (Tim): ‘C’è ancora da fare’
Un sentiment rilanciato anche, e a maggior ragione, da Pietro Labriola, ad di Tim. “Abbiamo avviato il primo pezzo (del consolidamento ndr), quindi c’è ancora da fare”, ha detto. E alla domanda su un possibile consolidamento con iliad ha aggiunto: “In Europa tutti quanti stanno dibattendo riguardo alla possibilità del consolidamento”. “Guardate in Francia, dove si parla di passare da 4 a 3 operatori” tlc e quindi “auspico che a livello europeo il consolidamento venga accelerato”, ha concluso l’ad.
La dichiarazione di Pietro Labriola (TIM)
Labriola non si scopre ulteriormente, però il body language di solito non mente e la foto opportunity che lo ritrae con l’ad di Iliad Benedetto Levi, caschetto in testa nei meandri della stazione della Metro di Piazza Vittorio, dice più di molte parole. Il dialogo è aperto. C’è da lavorare. Vedremo come andrà a finire.
Le sinergie
Di certo, una eventuale integrazione fra i due operatori potrebbe produrre forti sinergie industriali, quantificate sulla carta in circa 800 milioni di euro.
Ma sono molti gli aspetti da considerare, a partire dal perimetro della (eventuale) nuova entità.
Il potenziale merger riguarderebbe tutto il perimetro di Tim (Consumer e Enterprise)?
Iliad ha sempre detto che il suo interesse riguarda Tim nella sua interezza.
E ancora, visto il ruolo di primo azionista di Poste, quale sarebbe il ruolo di Iliad nella nuova entità?
E’ davvero prematuro parlare di questo, ma di certo la compagnia francese vorrebbe stare nella plancia di comando.
A questo punto vedremo.
Kkr, primo azionista di Fibercop, sta analizzando l’integrazione FiberCop-Open Fiber
Ma che la situazione nella industry delle Tlc si sia in qualche modo sbloccata e in rapido movimento dopo l’avvento di Poste in Tim lo dimostra anche il fatto che Kkr, primo azionista di Fibercop, sta analizzando l’integrazione degli asset FiberCop-Open Fiber.
Lo ha detto il partner di Kkr, Alberto Signori, durante una conferenza tenutasi ieri a Milano citata da Reuters.
Com’è noto, un’integrazione di FiberCop e Open Fiber prima della fine del 2026 farebbe scattare l’earn out che il fondo Usa dovrebbe elargire come pagamento extra di circa 2,5 miliardi di euro pa Tim.
FiberCop è stata scorporata da Tim a luglio 2024, quando un consorzio guidato da Kkr ha completato un’acquisizione della controllata per 18,8 miliardi di euro.
“Se ne parla, c’è una volontà da parte del governo italiano di vedere se ci sono le condizioni per farla, e realizzare dei risparmi sugli investimenti”, ha risposto Signori, partner di Kkr, a chi gli chiedeva di una possibile integrazione di FiberCop con Open Fiber.
“Come azionisti di FiberCop stiamo analizzando se ci sono le condizioni per procedere”, ha aggiunto.
A quanto pare, il futuro delle Tlc è legato a doppio filo a quello di Tim e Fibercop e i due dossier in qualche modo stanno procedendo di pari passo, anche se per Fibercop la situazione sembra più complessa.