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Rete unica, effetto Minerva sul titolo Tim

La nomina di Alessio Butti a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica ha l’effetto di un elettrochoc sul titolo Tim. Tutta la stampa è uscita sul tema, con alcune imprecisioni che vanno dissipate.

Nessun vincolo di prezzo per un’Opa di Cdp su Tim

In primo luogo, in caso di Opa di Cdp su Tim, non c’è alcun vincolo di prezzo.

Chi l’ha detto che il prezzo congruo non potrà essere sotto gli 11 miliardi di euro, quelli offerti a suo tempo da Kkr, rifiutata dal Cda di Tim in occasione dell’offerta non vincolante del fondo Usa? L’Opa di Cdp su Tim si potrebbe fare anche a prezzi molto più contenuti, anche a 1,5 miliardi di euro se questa cifra fosse sufficiente a garantire la maggioranza alla Cassa.

In second luogo, il Piano Minerva non prevede alcun taglio del personale. Al contrario, garantisce il mantenimento dei livelli occupazionali.  

Ipotesi Opa fa volare il titolo

 La semplice ipotesi di un’Opa di Stato da parte di Cdp su Tim, parte integrante del ‘Progetto Minerva’ (teorizzato dallo stesso Butti) teorizzata dal senatore per FdI, mette le ali al titolo della compagnia, che dopo il +5,2% di ieri prosegue anche oggi in scia positiva, con un +3% a 0,21 euro in apertura.

Il mercato scommette sul Progetto Minerva e il rally prosegue anche oggi, con il titolo che tocca i massimi da fine agosto sulle ali dei rumors di stampa che rilanciano il progetto Minerva: si ipotizza un’OPA di CDP e partner a oltre 11 miliardi di euro complessivi (0,55 euro per azione circa). In alternativa potrebbe arrivare un’offerta per NetCo da 22 miliardi, sopra i 15-18 ipotizzati fino a qualche settimana fa. Si parla anche della vendita di una quota di minoranza di EnterpriseCo: in lizza ci sarebbero i fondi Advent, Apax, Permira e CVC.

Bisogna attendere il 30 novembre

A questo punto, bisogna attendere il termine del 30 novembre, data di scadenza del rinnovato MoU (ma è decaduta l’esclusiva con Cdp) fra Tim e Open Fiber, che prevede invece lo scorporo della rete e la sua fusione con Open Fiber che fungerebbe da pivot dell’operazione. Ma se nelle prossime quattro settimane non si dovesse raggiungere un accordo per l’acquisizione della rete Tim da parte di Cdp in pool con Macquarie e Kkr, come previsto dal MoU rinnovato venerdì scorso, prenderebbe sempre più corpo il progetto alternativo dello stesso Butti, con il lancio dell’Opa di Cdp su Tim.

Un’Opa che Cdp potrebbe avanzare senza svenarsi, viste le basse quotazioni delle azioni. Tim vale circa 3 miliardi di euro in Borsa guardando alle sole azioni ordinarie (circa 4 miliardi, comprese le risparmio). Cdp manterrebbe così il controllo di Tim, potrebbe procedere allo scorporo dei servizi, mentre la rete di Open Fiber rientrerebbe poi nel perimetro dell’azienda. Il tutto ovviamente sarà al vaglio dell’Antitrust Ue che con ogni probabilità imporrà i suoi remedies.

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