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Presentato a Napoli il rapporto ‘Sussidiarietà e governo delle infrastrutture’. Suigo (INWIT): ’20 milioni di investimenti in Campania entro il 2026’

Di quali infrastrutture hanno bisogno la Campania e il nostro Paese? Sicuramente di infrastrutture capaci di dare risposte alle esigenze di cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione. Di questo si è parlato in occasione della presentazione a Napoli del rapporto “Sussidiarietà e governo delle infrastrutture”, che ha visto, tra gli altri, la partecipazione del Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, del Sottosegretario all’Economia, Lucia Albano, del Direttore scientifico ASVIS, Enrico Giovannini, del Professore Lanfranco Senn della Fondazione sussidiarietà e del Direttore Relazioni esterne, Comunicazione e sostenibilità di INWIT, Michelangelo Suigo.

“L’ascolto e il coinvolgimento di tutti gli stakeholders è essenziale per promuovere la realizzazione delle infrastrutture digitali e condivise – ha dichiarato Michelangelo Suigo, Direttore Relazioni Esterne, Comunicazione e Sostenibilità di INWIT, prima tower company italiana. – È necessario supportare l’evoluzione della nostra società per renderla sempre più moderna, competitiva ed inclusiva. L’impegno di INWIT, con l’ascolto e la collaborazione dei e con i territori, va in questa direzione ed è volto a promuovere una cultura digitale diffusa, per uno sviluppo infrastrutturale e sostenibile. Con le nostre infrastrutture copriamo gran parte del territorio campano, siamo presenti in cinque grandi strutture sanitarie della regione, oltre che, ad esempio, nel campus di San Giovanni dell’Università Federico II e nel Museo ferroviario di Pietrarsa. INWIT ha un piano di sviluppo importante in Campania: investimenti per oltre 20 milioni di euro per realizzare circa 185 nuove torri di telecomunicazione e coperture dedicate DAS in primarie location indoor, entro il 2026. Persistono, però, molte difficoltà nella realizzazione delle infrastrutture digitali in questo territorio. Ci sono ancora troppi regolamenti comunali sulle cosiddette antenne contrari alla normativa nazionale di settore (il Codice delle Comunicazioni elettroniche) che non consentono l’adeguata realizzazione delle reti 5G”.

 “Queste criticità vanno contro il principio di sussidiarietà e restringono purtroppo l’impatto positivo degli interventi di semplificazione adottati a livello nazionale – ha aggiunto Suigo –. Per superare questi ostacoli è importante che gli enti locali per primi comprendano il valore delle infrastrutture digitali e condivise, spesso ancora pensate come un problema. Le torri di telecomunicazione, al contrario, oltre ad abilitare servizi ormai di pubblica utilità ovunque, garantiscono anche maggiore sostenibilità sociale, specie nelle aree interne ancora in digital divide. Basti pensare che, del nostro piano di investimenti in Campania sono oltre 100 le torri da realizzare in aree bianche, cioè a fallimento di mercato, nell’ambito del Piano Italia 5G del PNRR e che consentiranno di abbattere il divario digitale di questi territori. È quindi fondamentale superare la cultura del “NIMBY – Not in my backyard” per abbracciare quella del “PIMBY – Please in my backyard”, accogliendo le infrastrutture digitali come fonte di sviluppo tecnologico, economico e sociale”.

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