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Partita la sfida tra Kamala “Brat” Harris e Donald “Crypto” Trump

Una nuova fase delle presidenziali americane, la sfida Harris-Trump

Le presidenziali americane entrano nel vivo di una nuova fase, che si preannuncia intensa, forte e determinata nei toni e nei contenuti da parte di entrambi i candidati, Kamala Harris per i democratici e Donald Trump per i repubblicani, forse anche più di prima (nella versione Biden vs Trump).

Il cambio in corsa del candidato democratico ha scosso lo scenario politico americano e certamente ha creato un precedente nella storia degli Stati Uniti e non solo.

Non c’è ancora un’investitura ufficiale di Harris da parte del Partito democratico, ma dopo il passaggio del testimone in diretta televisiva da parte del Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, dubbi non ce ne possono più essere.

La sfida Harris-Trump, d’altronde, ha già preso il via su tutti i media nazionali ed internazionali, con i primi affondi al vetriolo da una parte e dall’altra.

Trump non si è certamente contenuto, definendo la sfidante: “Kamala che sghignazza“(“Laughing Kamala“), aggiungendo “Avete visto come ride? Sembra pazza” , poi “Kamala pazza radicale di sinistra“, “Kamala la bugiarda” e anche “Kamala la ladra“, riferendosi alle donazioni ricevuto da Biden che secondo i repubblicani non possono essere versati sul conto di Harris, parlando apertamente di “rapina storica“.

Harris ha risposto: “So che tipo di persona è Donald Trump, ne ho conosciuti quando facevo la procuratrice in California e ho messo sotto inchiesta truffatori e predatori sessuali“.

Trump vuole riportare il nostro Paese indietro ma noi non indietreggeremo perché la nostra battaglia è per il futuro e la libertà“, ha aggiunto la vicepresidente in carica.

Kamala Harris candidata “de facto” alla Casa Bianca, ma sarà ufficiale entro il 7 agosto

Andiamo per ordine. Prima di tutto il candidato democratico si avvia ad essere ufficializzato e ci sono dei tempi da rispettare, ma nel frattempo bisogna muoversi e fronteggiare lo sfidante repubblicano.

Siamo di fronte a due visioni contrapposte, una che guarda al futuro e una al passato: noi crediamo e combattiamo per un futuro con una sanità abbordabile, senza povertà infantile, con un’economia per la classe media, dove le donne possono decidere sul proprio corpo”, ha detto ieri Kamala Harris a Indianapolis, nel suo secondo comizio come frontrunner democratica e ormai nominee de facto per la Casa Bianca.

Il comitato preposto al regolamento della convention democratica ha approvato il processo di selezione del candidato presidenziale tramite una votazione virtuale per appello nominale che inizierà all’inizio del mese prossimo. La Harris, che ha raccolto abbastanza delegati per vincere, sarà probabilmente dichiarata candidato ufficiale entro il 7 agosto.

Il sostegno di Joe Biden alla sua vice Harris

In un solenne e storico discorso alla nazione di 15 minuti, Joe Biden ha spiegato il motivo del suo ritiro dalla corsa elettorale, avvenuta dopo le crescenti pressioni nel suo partito in seguito alla debacle nel dibattito tv con Donald Trump, e ha pubblicamente sostenuto la candidatura della Harris a prendere sostanzialmente il suo posto alla Casa Bianca.

Biden ha affermato che “è arrivato il momento di voci nuove, sì, più giovani“, riferendosi alla sua vice Kamala Harris, cui ha rinnovato il suo endorsement: “è esperta, tosta e capace“.

Crescono i finanziamenti alla campagna di Harris

Nel giro di 24 ore, la campagna a favore di Harris ha raccolto 81 milioni di dollari, in quello che il suo team ha annunciato come la più grande donazione giornaliera nella storia politica del Paese.

Molti soldi arrivano da Wall Street e da ricchi donatori come Blair Effron di Centerview, Jonathan Gray di Blackstone, Peter Orszag e Ray McGuire di Lazard, Brad Karp di Paul Weiss, Roger Altman di Evercore e il CEO di Avenue Capital Marc Lasry, secondo quanto riportato da Semafor.

Un argomento quelli dei “poteri forti” troppo vicini ai democratici, tra mondo della finanza e multinazionali, tanto caro a Trump e i suoi sostenitori, che parlano di pericolo per le libertà degli americani e per la democrazia, che sicuramente potrebbe avere un peso nell’esito della sfida.

Kamala “Brat” Harris

Tra i tanti sostenitori di Harris sicuramente ci sono numerose celebrità del mondo dello spettacolo, del cinema, dello sport, ma in particolare si è fatta notare la cantante Charli XCX (all’anagrafe Charlotte Emma Aitchison), che ha postato su X: “Kamala IS brat”.

Ad oggi questo post ha raggiungo 53 milioni di visualizzazioni in poco più di 48 ore.

Un messaggio diventato virale quasi all’istante, mentre l’account X di Harris ha cambiato i suoi colori in giallo fluo, la tonalità della copertina del nuovo album di Charli, dal titolo “Brat”.

Essere brat, ha spiegato la cantautrice, vuol dire essere “una ragazza che è un po’ un casino, le piace divertirsi e forse a volte dice cose stupide, molto onesta, diretta, un po’ volatile, questo è brat”, si legge sull’Adnkronos.

Ma brat è anche un colore, il giallo fluo della copertina dell’album della cantante, diventato subito il colore dell’estate e della campagna di Harris per le presidenziali.

Donald “Crypto” Trump

Dalla parte dello sfidante Trump, invece, c’è stata l’auto proclamazione a “Crypto candidate in occasione di un gala a Mar-a-Lago, tenuta privata del tycoon.

Trump parlerà il prossimo 27 luglio alla conferenza Bitcoin a Nashville, nel Tennessee, in un discorso di circa 30 minuti secondo programma per portare dalla sua parte il mondo delle criptovalute.

Il candidato repubblicano strizza l’occhio da tempo a questo settore, ormai, annunciando pubblicamente che avrebbe accettato ben volentieri donazioni in Bitcoin, Ether, Dogecoin, Solana e altre cryptocurrencies.

A dire il vero, il settore, pur contraccambiando con affetto (e soldi) Trump, ha comunque manifestato grande interesse per Harris, invitandola più volte a partecipare, ma ottenendo per il momento un cordiale “niet” da parte dello staff della vicepresidente degli Stati Uniti.

Trump in vantaggio su Harris o il contrario?

Secondo un sondaggio di Cnn condotto online il 22 e 23 luglio, l’ex presidente americano ha il 49% delle preferenze e la vicepresidente il 46%, con uno scarto nel margine di errore della rilevazione, secondo quanto riportato dall’Ansa.

La metà di coloro che sostengono la vicepresidente lo fa perché crede genuinamente in lei e non perché vuole battere Trump. Un dato che indica una svolta decisa rispetto alla candidatura di Joe Biden, al quale solo il 37% degli elettori voleva esprimere genuino sostegno: l’obiettivo della quota restante era esclusivamente un voto anti-Trump.

Nel primo sondaggio effettuato dopo l’ufficialità del ritiro di Biden, però, è Harris in tendenziale vantaggio di due punti su Trump: 44% a 42% (secondo Reuters-Ipsos).

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