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Trump lancia i dazi al 20%. L’Ue si prepara a ribattere
Alla fine, sono arrivati e Donald Trump con i nuovi dazi al 20% annunciati nel Liberation Day travolge l’Europa. La presidente Ursula von der Leyen ha scelto nell’immediato di non replicare alle bordate giunte dall’altra sponda dell’Atlantico: lo farà soltanto alle prime luci dell’alba, da Samarcanda, per prendersi il tempo di definire gli ultimi dettagli con i leader dei 27 e calibrare la replica. Una prima reazione però è arrivata già prima dell’annuncio: un appello all’unità lanciato dalla numero uno della Bce Christine Lagarde affinché l’Ue tenga la “schiena dritta” e si faccia “sentire”. E a stretto giro si è levato anche il monito del leader del Ppe Manfred Weber, per il quale Trump attacca il commercio equo “per paura” ma davanti a sé troverà un’Europa “unita, pronta a difendere i propri interessi e aperta a colloqui equi e fermi”. Nei palazzi delle istituzioni comunitarie l’attesa delle decisioni del presidente americano è finita poco dopo le 22.00: per l’Europa, bollata come “patetica” e rea per gli strali dell’inquilino della Casa Bianca di aver “derubato per anni” gli Usa, le sovrattasse toccheranno il 20%, contro il 10% alla Gran Bretagna.
La risposta Ue, da avviare entro fine mese, sarà a due fasi, rapida ma ponderata. Bruxelles ribadirà ciò che, nelle ultime settimane, von der Leyen ha già spiegato più volte: i dazi fanno male a tutti, sono ingiustificati e vanno a intaccare delle relazioni commerciali solidissime. Allo stesso tempo l’Europa non chiuderà la porta al dialogo: il commissario Ue per il Commercio Maros Sefcovic non ha mai interrotto i contatti con Washington, dove non è escluso che torni nei prossimi giorni. Sul piano commerciale la questione si complica: la Commissione sta preparando una risposta che sia innanzitutto equilibrata tra i Paesi membri, tentando di bilanciare al meglio gli effetti collaterali che deriveranno dai contro dazi a prodotti e servizi americani.
Il piano, come anticipato dal Governo francese, è che la risposta sia in due fasi: dapprima, scatteranno i contro dazi su alluminio e acciaio, la sospensione, che scade il 13 aprile, non sarà prorogata; poi, entro fine aprile, Bruxelles dovrebbe mettere in campo la sua reazione al cosiddetto “giorno della liberazione dell’America”. In questo senso, decisivo potrebbe essere il Consiglio Ue Commercio che si terrà lunedì a Lussemburgo. L’unità europea nella risposta a Washington per von der Leyen è un elemento chiave e anche per questo la presidente della Commissione, in vista dell’annuncio di Trump, ha intensificato i suoi contatti con i leader europei. L’obiettivo è far fronte alle richieste che provengono dalle capitali, provando a non scontentare nessuno. O meglio, a scontentare tutti nella stessa misura. In questo senso la Commissione probabilmente accompagnerà ai contro dazi un piano per un sopporto nel breve termine ai comparti economici più colpiti, a partire da quelli dell’agroalimentare.
Per Meloni i dazi sono sbagliati e punta al dialogo con Trump
“L’introduzione da parte degli Usa di dazi verso l’Unione Europea è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti”. Giorgia Meloni aspetta un’ora dalla fine del discorso di Donald Trump e poi critica apertamente la scelta del presidente americano dopo settimane di equilibrio. Anche se la Casa Bianca ha chiarito che non ci saranno negoziati, il commento della premier lascia intendere che conta su margini di trattativa: “Faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali. In ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei”.
Nelle ore che hanno preceduto l’annuncio di Trump, la premier aveva parlato dei rischi di “risvolti pesanti” dalle barriere commerciali americane, pur senza arrivare a definirli un “errore profondo” come fatto in modo limpido dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E aveva ammesso che “se servirà” bisognerà difendere gli interessi nazionali, ed europei, immaginando “risposte adeguate”; “Siamo già al lavoro con la Ue e i partner europei per una prima valutazione e una risposta comune”, la reazione a caldo di Antonio Tajani, che nelle prossime ore a Bruxelles incontrerà il commissario al Commercio Marcos Sefcovic. L’annuncio di Trump, come era da immaginarsi, rappresenta una nuova sfida per la maggioranza che dovrà far fronte alla giusta contemperazione tra vicinanze politiche, interesse nazionale e postura europea. Da FdI così come quella di Fi la linea rimane quella del dialogo con l’alleato americano. Meno esplicita, invece, appare la posizione della Lega. Di sicuro sarà importante farsi trovare pronti per la visita di J.D. Vance in Italia a ridosso di Pasqua.
Il M5S si prepara per la piazza contro il ReArm Eu. Attesa per la decisione del Pd
Il piano di riarmo europeo torna a dividere il centrosinistra che, a Strasburgo, vota in ordine sparso. In occasione del voto sulla relazione annuale 2024 sull’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune, approvata in sessione plenaria dal Parlamento Ue, il Pd ha votato a favore, con le eccezioni di Cecilia Strada e Marco Tarquinio che invece hanno votato contro, mentre M5S e Avs hanno votato no. Ma non è il giorno dell’accentuazione delle divisioni, al contrario, dal M5S si sottolinea come nel rivendicare la “coerenza” della linea politica nessuna dichiarazione dei pentastellati ha puntato il dito contro il voto favorevole dei dem in Europa.
Il Pd ha retto alla prova dell’Aula, grazie a una mediazione che ha evitato una nuova spaccatura interna: i dem a Strasburgo hanno infatti votato contro l’emendamento a favore del riarmo e si sono espressi a favore nel voto finale sulla relazione annuale, accusando invece la maggioranza di essersi spaccata in tre, con FdI che si è astenuta, Forza Italia che ha invece votato si, mentre la Lega ha votato contro. “Una follia dietro l’altra. Oggi il Parlamento Ue ha detto sì a un rapporto in cui hanno infilato un emendamento che dà letteralmente un bel Welcome al Piano ReArm. Per noi il riarmo non è affatto benvenuto: abbiamo votato contro”, scandisce Giuseppe Conte sui social, rilanciando l’appuntamento di sabato a Roma: “Dobbiamo farci sentire, fermare questo piano scellerato del governo Meloni e della Commissione Ue. Il 5 aprile tutti in piazza”.
Sulla presenza del Pd si attende la decisione di Elly Schlein. “Il Pd farà le sue valutazioni nelle prossime ore, è una valutazione che farà la segretaria. Io penso che ogni piazza faccia solo bene alla democrazia italiana”, spiega il capogruppo dem Francesco Boccia. “Sabato saremo in piazza a Roma per dire no a questo piano di riarmo, voluto da Ursula Von der Leyen e fortemente sostenuto da Giorgia Meloni. Denunceremo che è una follia buttare 800 miliardi in armamenti, riarmare i singoli Stati e ingrassare le lobby delle armi, mentre gli italiani non riescono a pagare le bollette e a curarsi, mentre le nostre imprese sono in ginocchio”, insiste Giuseppe Conte.
Salvini sarà l’unico candidato alla segreteria della Lega
Matteo Salvini è il candidato unico alla segreteria federale della Lega. Nel weekend il congresso di Firenze, che potrebbe allungarne il mandato di un anno fino al 2029, rinnoverà anche parte del Consiglio federale, di fatto l’organo esecutivo del partito in cui siedono di diritto i segretari regionali e i vicesegretari nazionali e, senza diritto di voto, tra gli altri, i capigruppo parlamentari e i governatori. Per i 22 posti elettivi del Consiglio sono state presentate 36 candidature su cui si voterà domenica. “Complimenti a Salvini, ma soprattutto ai media che negli ultimi anni lo hanno dato per morto”, commenta tagliente il deputato leghista Igor Iezzi. “Alla faccia dei retroscena su presunte fronde interne”, gli fa eco il vicesegretario Andrea Crippa. In ballo, per i 22 posti del Consiglio, al momento non risultano big del partito.
Di sicuro correrà Simone Pillon, ex senatore cattolico, uno degli organizzatori dei Family day e noto per le sue battaglie contro aborto, maternità surrogata e il ddl Zan. Tra i lombardi, circolano inoltre i nomi di Fabrizio Cecchetti (ex Radio Padania), Luca Toccalini (coordinatore giovani e deputato), Silvia Sardone (europarlamentare) e Simone Bossi (ex senatore e segretario provinciale a Cremona). Tra i veneti si fa il nome di Mara Bizzotto (oggi numero due al Senato) ed Erik Pretto. Stando alla bozza del nuovo Statuto, il segretario potrebbe nominare fino a quattro vice cui non sarebbe più richiesto il requisito dell’anzianità di militanza, oggi superiore a 10 anni. Anche per questo è circolata l’ipotesi del generale Roberto Vannacci (in aggiunta agli attuali tre vice, Stefani, Crippa e Durigon), ma il partito ha ribadito che al Congresso fiorentino “non ci saranno nomine”. Numerose le mozioni sul tavolo, ma dovrebbero essere per lo più documenti programmatici e tematici.
Nella fortezza Da Basso tra sabato pomeriggio e domenica sono attesi 725 delegati, compresi segretari regionali e provinciali, parlamentari italiani ed europei, consiglieri regionali e governatori. Previsti anche ospiti istituzionali e stranieri ma i nomi sono ancora top secret, al di là delle ipotesi ventilate di Elon Musk o Giorgia Meloni (forse con un videomessaggio) e, sempre in video, anche Marine Le Pen. A Firenze in concomitanza con il congresso leghista ci saranno due giornate di mobilitazione per dire no alla guerra, alla Nato e al carovita, con azioni e cortei organizzati.
Alla Camera
Nella giornata di oggi l’Assemblea della Camera non si riunirà. L’Aula di palazzo Montecitorio riprenderà i propri lavori lunedì prossimo con l’esame della pdl di delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale, della pdl per l’esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare e delle mozioni sul piano di riarmo europeo.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Esteri, assieme alla Difesa, esaminerà i documenti sulla partecipazione dell’Italia a ulteriori missioni internazionali per l’anno 2025 e sulla relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione riferita all’anno 2024 anche al fine della relativa proroga per l’anno 2025. La Difesa ascolterà il Professor Luigi Uccioli, Associato di Endocrinologia, Specializzato in Diabetologia e Direttore della Unità Piede Diabetico presso il Policlinico Universitario, sulla risoluzione per l’accesso nei gruppi sportivi delle Forze armate di soggetti affetti da diabete mellito di tipo 1 che siano idonei all’esercizio delle attività sportive agonistiche. Tutte le altre Commissioni torneranno a riunirsi la settimana prossima.
Al Senato
L’Assemblea del Senato alle 10.00 per lo svolgimento delle interrogazioni e alle 15.00 per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali dibatterà sul ddl in materia di ordinamento giurisdizionale e di Corte disciplinare, sul decreto relativo alle consultazioni elettorali e referendarie 2025, sui ddl per l’istituzione della giornata delle vittime di stupri di guerra tra il 1943 e il 44, sul ddl per la semplificazione normativa e sul ddl per la semplificazione delle attività economiche. La Giustizia dibatterà sul ddl per la determinazione del valore dell’immobile espropriato, sul ddl per l’affidamento condiviso, sui ddl in materia di attribuzione del cognome ai figli, sui ddl in materia di successioni, sul ddl in materia di spese di giustizia per la liquidazione del compenso di periti e consulenti tecnici e sul ddl sui corsi di specializzazione per consulente forense. Infine svolgerà delle audizioni sui ddl sui reati contro gli animali.
La Affari Esteri, con la Diritti Umani, audirà il Ministro plenipotenziario Gianfranco Petruzzella, già Inviato speciale per l’Afghanistan del Ministero degli affari esteri e della cooperazione Internazionale, e il Ministro plenipotenziario Alessandra Molina, Vicedirettrice generale per le Nazioni Unite e i diritti umani. La Finanze ascolterà i rappresentanti di INPS e Ragioneria Generale dello Stato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla gestione del magazzino fiscale da parte dell’Ente della riscossione.