Il regolamento Ue per la data protection prossimo ad una profonda semplificazione da parte della nuova Commissione Ue, che ha fatto della guerra alla burocrazia e alla iper-regolazione per sostenere il business una delle sue principali missioni.
Secondo il sito specializzato Politico.eu, nel giro di un paio di settimane la Commissione presenterà una proposta per tagliare il GDPR (General Data Protection Regulation).
Meno burocrazia mantra della von der Leyen
Eliminare quanto più possibile i colli di bottiglia regolatori è uno dei mantra di Ursula von der Leyen per rendere le aziende europee più competitive nei confronti della concorrenza spietata di Usa e Cina.
La Ue si è già mossa in questa direzione, semplificando le procedure su sostenibilità e investimenti.
L’obiettivo per le aziende è spendere meno tempo con gli adempimenti burocratici per concentrarsi sull’operatività.
Il GDPR è considerato uno dei più complicati regolamenti europei in ambito tecnologico dal mondo delle aziende soprattutto made in Usa.
In vigore dal 2018, adesso la Commissione vorrebbe dare una bella sfoltita alla norma per rendere la vita più semplice alle aziende che vogliono lavorare in Europa.
Sarà la Danimarca a gestire il lavoro al Consiglio Ue nella seconda metà del 2025 con la presidenza di turno.
GDPR, critiche anche dal Rapporto Draghi
Critiche al GDPR erano arrivate anche da parte di Mario Draghi, che nel suo rapporto sulla competitività adottato da Ursula von der Leyen ave scritto nero su bianco che le rogole troppo stringenti del Vecchio Continente stavano frenando la ripresa economica, allargando il gap con Usa e Cina.
“La posizione normativa dell’UE nei confronti delle aziende tecnologiche ostacola l’innovazione”, ha scritto Draghi, citando l’Artificial Intelligence Act e il GDPR.
Per le piccole imprese e quelle a corto di liquidità, la mole di documentazione che il GDPR chiede alle aziende di produrre è da tempo motivo di lamentela. Il commissario alla giustizia Michael McGrath ha detto che la conclusione fondamentale di una revisione del GDPR della scorsa estate “è la necessità di un maggiore supporto [per] le imprese, in particolare le PMI, nei loro sforzi di conformità”.
McGrath ha poi confermato che una proposta per semplificare il GDPR arriverà nelle “prossime settimane”. Un pacchetto di semplificazioni per le PMI da parte della Commissione era previsto per il 16 aprile ma è slittato al 21 maggio prossimo. Al massimo entro giugno sarà il turno del GDPR.
Prime revisioni per le medie aziende
La Commissione ha già reso noto in precedenza che il piano di semplificazione si concentrerà sui requisiti di rendicontazione per le organizzazioni con meno di 500 persone, ma non toccherà “l’obiettivo fondamentale di fondo del regime GDPR”.
Gli adeguamenti potrebbero includere la limitazione dei requisiti per conservare i registri delle attività di elaborazione dei dati o la riforma del modo in cui le aziende forniscono dichiarazioni di impatto sulla protezione dei dati, due regole considerate eccessivamente ingombranti per le aziende più piccole.
Ghiglia (Garante Privacy): ‘Protezioni dati personali resti il presidio di libertà e democrazia’
Qualche preoccupazione da parte di Agostino Ghiglia, componente dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali, che su LinkedIn ha postato un commento guardingo: “Personalmente, pur convinto che una norma “ vecchia” di 7 anni vada adeguata e resa magari più efficace, ritengo che la protezione dei dati personali-nell’era digitale in cui impazza lo scraping delle nostre vite e la nostra intimità é bombardata da dispositivi e piattaforme ( sempre più) “ intelligenti”, nel senso che ogni giorno migliorano nella loro attività di profilazione e categorizzazione degli individui- rimanga un presidio se non IL presidio di Libertà e Democrazia. Ben venga la semplificazione per le aziende purché l’iniziativa non sia la prima martellata per infrangere il più robusto strumento al mondo di protezione e tutela delle persone-dato”.