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Fatturazione elettronica, Paesi europei liberi di imporla senza autorizzazione della Commissione Ue

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In Gazzetta Ufficiale UE la direttiva 516 che modifica l’IVA e due regolamenti per la cooperazione amministrativa e sulle disposizioni di applicazione. Il pacchetto VIDA.

Entra in vigore il pacchetto VIDA, che cos’è e a che serve

A partire dal 14 aprile 2025, gli Stati membri dell’Unione europea (Ue) sono liberi di imporre schemi di fatturazione elettronica (eInvoicing) per transazioni nazionali senza previa approvazione della direttiva di deroga della Commissione europea.

L’emissione di fatture elettroniche non sarà più subordinata al consenso del cliente e pertanto le aziende dovranno essere pronte ad accettare tale procedura qualora uno Stato membro introduca un regime nazionale dedicato.

Come spiegato da Alessandro Mastromatteo e Benedetto Santacroce su Il Sole 24 Ore, già dal prossimo 14 aprile gli Stati membri potranno imporre obblighi domestici di fatturazione elettronica, sin in emissione, sia in ricezione, unicamente per i soggetti passivi stabiliti sul territorio nazionale, con esclusione dei contribuenti identificati a fini IVA.

È quanto accadrà dopo l’entrata in vigore del pacchetto VIDA (Vat in the digital age), approvato in via definitiva dall’Ecofin lo scorso 11 marzo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Ue il 25 marzo 2025.

L’iniziativa ViDA (VAT in the Digital Age) è una proposta della Commissione europea per modernizzare e digitalizzare il sistema dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) nell’Unione Europea, adattandolo alle sfide e opportunità dell’economia digitale.

Il VIDA è un pacchetto di riforme pubblicato il 8 dicembre 2022, con l’obiettivo di combattere l’evasione IVA, soprattutto nel commercio elettronico e transfrontaliero, migliorare l’efficienza amministrativa e ridurre gli oneri per le imprese grazie alla digitalizzazione.

La fatturazione elettronica (eInvoicing)

La eInvoicing, o fatturazione elettronica europea, è un elemento chiave del processo di digitalizzazione dell’IVA in Europa, ed è strettamente legata all’iniziativa ViDA. Attraverso ViDA, si punta ad armonizzare i modelli e rendere obbligatoria l’eInvoicing intra-UE B2B entro il 2028.

La fatturazione elettronica, nota anche come eInvoicing, è lo scambio digitale di una fattura tra un fornitore e l’acquirente di un bene o di un servizio. Una eFattura è una fattura emessa, inviata e ricevuta in modo strutturato che ne facilita il trattamento automatico e elettronico.

Nell’Unione, alcune imprese e tutte le pubbliche amministrazioni (PA) utilizzano la norma europea sulla fatturazione elettronica. Tutte le amministrazioni pubbliche europee possono ricevere fatture elettroniche per gli appalti pubblici e alcuni Paesi hanno reso obbligatorio per i fornitori presentare fatture elettroniche per la stessa procedura.

Per l’interazione tra imprese, adottare la fatturazione elettronica come norma è facoltativo.

I tre pilastri VIDA

Il VIDA, come adottato dal Consiglio “Economia e finanza”, comprende una direttiva, un regolamento e un regolamento di attuazione che introducono modifiche a tre aspetti chiave del sistema IVA.
Ecco i tre pilastri su cui poggia il pacchetto legislativo:

1. Fatturazione elettronica e Digital Reporting Requirements (DRR)

  • Introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria per le transazioni transfrontaliere intra-UE (B2B)
  • Obbligo di reporting quasi in tempo reale (entro 2 giorni dalla fattura)
  • Standardizzazione a livello UE (addio alla varietà di sistemi nazionali)

2. Estensione del sistema OSS (One Stop Shop)

  • Espansione dell’OSS e IOSS a nuove categorie di vendite (es. vendite interne B2C da parte di operatori non stabiliti)
  • Le piattaforme digitali possono diventare debitrici IVA in più casi, anche per beni usati e trasporti

3. Ruolo delle piattaforme digitali

  • Le piattaforme digitali (es. Amazon, Airbnb, Uber) diventeranno intermediari IVA per fornitori che non sono soggetti all’IVA (ad es. privati o piccole imprese)
  • Obbligo di riscuotere e versare l’IVA in certi scenari

I benefici attesi sono diversi e tutti rilevanti per il mercato economico unico: riduzione dell’evasione IVA stimata fino a 18 miliardi di euro l’anno; semplificazione per oltre 2 milioni di imprese; maggiore trasparenza e competitività nel mercato interno.

Il timing del cambiamento

A seguito dell’entrata in vigore del VIDA, saranno apportati miglioramenti al quadro dello sportello unico per l’importazione (IOSS) per migliorare i controlli.

A partire dal 1° gennaio 2027, chiarimenti legislativi minori avranno un impatto sugli utenti dei programmi One-Stop Shop (OSS) e IOSS .

Dal 1° luglio 2028, le piattaforme di noleggio di alloggi a breve termine e trasporto passeggeri dovranno conformarsi alle nuove misure per i fornitori considerati, mentre inizieranno le riforme della registrazione IVA unica e l’addebito inverso obbligatorio per i fornitori non identificati.

I requisiti di segnalazione digitale interesseranno le transazioni B2B transfrontaliere a partire dal 1° luglio 2030.

Entro il 1° gennaio 2035, gli Stati membri con un obbligo di segnalazione delle transazioni digitali in tempo reale a livello nazionale dovranno allineare i propri sistemi agli standard dell’UE, segnando la fase finale di questo pacchetto VIDA completo.

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