“Nell’ambito della legge sull’economia dello spazio, presenteremo un emendamento per la valorizzazione delle frequenze attuali e future utilizzate per le comunicazioni satellitari a bassa orbita terrestre (LEO) da parte di soggetti extra Ue. Ad oggi le frequenze sono poco valorizzate e inoltre non vi è nessuna forma di pagamento per la congestione satellitare da un lato e per i rischi di danni da detriti dall’altro. Nel nostro emendamento prevediamo una differenziazione di prezzo, all’allegato 12 del Codice delle comunicazioni elettroniche, per i soggetti extra UE proprio per tenere conto di questi aspetti economici in attesa di una regolamentazione e armonizzazione europea”. Così in una nota i senatori Lorenzo Basso e Antonio Nicita del gruppo PD, che già in passato avevano presentato un emendamento anti-Starlink per inserire le tecnologie satellitari sotto il controllo del golden power.
“L’attuale proposta di legge del Governo introduce costi soltanto per operatori nazionali ma non prevede alcuna sanzione per soggetti esteri. Si genera un’asimmetria ingiustificata perché andrebbe almeno previsto un principio di reciprocità. Con la proposta di differenziazione del valore delle frequenze satellitari per i soggetti extra UE si sana un vulnus per internalizzare questa esternalità in un regime di commons transazionale”, aggiunge Nicita.
Di fatto, l’emendamento per la valorizzazione delle frequenze satellitari toccherebbe tutti i soggetti extra Ue attivi nel segmento LEO, fra cui oltre a Starlink ad esempio anche Kuiper di Amazon, che nei prossimi giorni lancerà il suo primo set di satelliti in orbita.
In altre parole, una sorta di contro dazio applicato allo spettro radio satellitare e valido soltanto per le aziende extra Ue in orbita bassa come Starlink e Kuiper.
In precedenza, il Pd aveva presentato anche altre proposte per controllare l’attività satellitare di Elon Musk in Italia.
Ad oggi l’uso delle frequenze satellitari è normato nel codice delle Comunicazioni elettroniche, ma gli operatori per orbite geostazionarie pagano cifre molto basse nell’ordine delle decine di migliaia di euro. Il mercato dell’orbita bassa LEO è in fase di sviluppo e va normato.
Un nodo da sciogliere del DdL Spazio riguarda appunto l’articolo 26 sull’uso di nuove bande di spettro al satellite occupate in via sperimentale che interessano agli operatori (Starlink?) e rappresentano comunque un vantaggio competitivo non indifferente, in vista di una futura regolazione normativa.