Mondo
Si terrà a Seul, dal 29 maggio al 2 giugno, il 58th World Newspapers Congress, dove i rappresentati della stampa mondiale cercheranno nuove strategie e nuove vie per superare le difficoltà che ancora oggi rendono fragile il mercato.
Tabloid, opportunità offerte da Web e cellulari, nuovi contenuti più adatti al target dei lettori, ma anche diffusione dei giornali gratuiti, ruolo dei blog e dei contenitori Internet di news, come Google, questi alcuni dei temi su cui si confronteranno i 1.300 delegati di 81 Paesi riuniti dalla World Association of Newspapers (WAN).
Si tratta del ¿più importante summit dei responsabili dei media mai organizzata in Asia¿, ha indicato Larry Kilman, portavoce della WAN, che ha sede a Parigi.
¿A livello mondiale, nel 2004, sono aumentate le vendite e le entrate pubblicitarie dei giornali¿, ha precisato Kilman.
La diffusione globale dei quotidiani sta cominciando a riprendersi dopo due anni consecutivi di crisi, anche se questo progresso cela forti disparità, a seconda delle regioni e dei Paesi.
Si è registra anche una certa ripresa nella raccolta pubblicitaria, confermata dai dati dello scorso anno.
Queste cifre saranno dettagliate nel Rapporto 2004 ¿World Press Trends¿, che la World Association of Newspapers presenterà nel corso del Congresso. I responsabili dei quotidiani sanno che il loro settore di attività continua a essere minacciato e ha bisogno d¿evolversi per sopravvivere di fronte all¿avanzata del Web e ai nuovi interessi dei lettori.
Il mese scorso, il magnate dei media Rupert Murdoch, presidente della News Corporation, proprietaria di 175 giornali nel mondo, ha suonato il campanello d¿allarme davanti all¿American Society of Newspaper Editors.
Murdoch ha commentato che il 44% degli americani tra i 18 e i 34 anni visitano quotidianamente un portale Internet per informarsi di ciò che accade. E solo il 19% di questi, comprano un giornale.
Dato ancora più preoccupante per gli editori, tra questi giovani, che dovrebbero essere il futuro target della stampa quotidiana, il 39% prevede di utilizzare sempre di più Internet per l¿informazione, mentre solo l¿8% dice che si riferirà a un giornale.
Il tycoon australiano ha sottolineato che dietro questa tendenza non c¿è il disinteresse dei giovani per ciò che avviene nel mondo, tutt¿altro. E¿ che si sta affermando un nuovo modo di fruire dell¿informazione, che privilegia la rapidità, la varietà e la semplicità.
E Murdoch, conosciuto nel jetset come ¿lo squalo¿ per la grande audacia negli affari, ha dato le nuove dritte. I suoi redattori dovranno studiare le diverse vie percorribili per dare al pubblico ciò che chiede, contenuti online e nuovi servizi.
Una posizione, quella del magnate, ben condivisa da Timothy Balding, direttore generale della WAN, che ha sottolineato quanto il successo della stampa dipenda da una strategia di innovazione costante.
Si parlerà anche di questo al congresso di Seul, che ha per tema ¿Exploiting Innovation and Seizing Opportunities: The Keys to Success¿.
Tra gli ospiti attesi figurano il patron del New York Times, Arthur O. Sulzberger, il presidente del potente gruppo svedese Bonnier, Bengt Braun, il presidente delle due grandi compagni giapponesi: Shin-ichi Hakoshima (Asahi Shimbun) e Ryoki Sugita (Nikkei).
Visto che il Summit si terrà in Corea, una parte delle discussioni sarà dedicata al rapido sviluppo dei giornali cinesi, in un conteso generale molto dinamico per la stampa asiatica.
Parallelamente al Congresso, il World Editors Forum ha scelto un tema che si pone sulla stessa linea dei dibattiti di Seul: ¿I vostri lettori cambiano? Cambiate il vostro giornale!¿.
Ma si parlerà anche delle minacce che pesano sui giornalisti di tutto il mondo. La WAN, come RSF (Reporters Sans Frontières) e l¿IPI, (International Press Institute), hanno protestato contro ¿l¿impunità¿ di cui, in numerosi Paesi, sembrano godere coloro che si sono macchiati di orrendi crimini contro i giornalisti.
Il 2004 è stato un annus horribilis, che ha registrato un forte aumento del numero dei giornalisti uccisi (71 secondo la WAN).
Verrà affrontato anche il problema della credibilità dei media, un aspetto di cui si sta discutendo molto, specie negli Stati Uniti, per la copertura della guerra in Iraq, e più recentemente per il caso sollevato dal Newsweek, che ha fatto retromarcia e confessato di aver commesso degli errori nel riportare gli asseriti atti di profanazione del Corano avvenuti a Guantanamo.
Per ulteriori approfondimenti, leggi:
Sempre piùamericani preferiscono l¿informazione online ai quotidiani
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