Europa
Vodafone lancia la campagna d¿autunno e punta a nuove acquisizioni nell¿Europa dell¿est, in Asia e in Africa per generare un flusso di cassa di almeno 2,5 miliardi di sterline da qui al 2008.
Davanti alla comunità finanziaria, Arun Sarin, il Ceo del maggiore operatore mobile mondiale ha illustrato i progetti prossimi futuri del gruppo, rinnovando soprattutto l¿interesse per la francese SFR, di cui già controlla il 44%.
Da circa due anni infatti Vodafone pensa di prendere il controllo totale dell¿operatore mobile, rilevando il 54% in mano a Vivendi, ma le trattative non sono mai andate in porto.
L¿acquisizione del capitale mancante segnerebbe la rivincita di Sarin, fin qui criticato per non aver saputo portare avanti in modo incisivo l¿espansione del gruppo iniziata dall¿ex numero uno Chris Gent.
Da canto suo, il direttore generale di Vivendi Jean-René Fourtou ha più volte ribadito il posizionamento del suo gruppo nel settore dei media e delle telecomunicazioni, precisando che al momento non è stato tracciato nessun programma di Opa di Vodafone su SFR.
¿E¿ come il mostro di Loch Ness: nessuno sa se esiste veramente¿, dichiarava Fourtou circa 10 giorni fa.
Resta il fatto che gli analisti sono tutti desiderosi di conoscere le strategie di espansione del gruppo britannico, abituati com¿erano ai ritmi di crescita imposti dalla precedente gestione.
Di sicuro c¿è che al di là della Francia, Vodafone è alla ricerca di nuovi vettori di crescita che potrebbero essere trovati appunto nell¿est Europa, in Asia e Africa.
In queste aree, considerate le più ¿calde¿ in termini di crescita, potrebbero essere portate a termine nuove acquisizioni che potrebbero creare valore per gli azionisti, che hanno più volte criticato Sarin per non aver rivelato con chiarezza le strategie del gruppo.
Per placarli, Sarin ha dichiarato che il prossimo 16 novembre, in occasione della presentazione dei risultati finanziari, verrà esposto anche un piano per compensare gli azionisti, che reclamano anche, da tempo, il pagamento dei dividendi alla luce degli enormi flussi di cassa del gruppo.
L¿operatore ha inoltre precisato che il piano settennale “One Vodafone“, partito tre anni fa, permetterà di generare un cash flow annuale supplementare di 2,5 miliardi di sterline fino a marzo 2008, di cui 1,4 miliardi originati dalla riduzione dei costi e 1,1 miliardi provenienti da retribuzioni addizionali.
Vodafone ha infine ripetuto la previsione di generare un cash flow di 7 miliardi di sterline sull¿anno fiscale in corso, mentre il margine dovrebbe restare stabile e la crescita del numero di abbonati e del fatturato dovrebbe raggiungere il 9%.
Durante l”investor day della capogruppo, è intervenuto anche l¿ad di Vodafone Italia, Pietro Guindani, comunicando che il nostro Paese non beneficerà di incentivi per l¿acquisto di telefonini di nuova generazione.
L¿approccio dell¿operatore si discosterà dunque da quello di 3, attualmente il maggiore player sulla scena Umts italiana: niente telefonini a prezzi stracciati, ma una strategia ancora focalizzata sull¿utenza di fascia alta, ¿con un approccio one-by-one verso i migliori clienti¿.
Tra le altre dichiarazioni inerenti il nostro Paese e più in generale la struttura organizzativa globale, il gruppo ha sottolineato di non voler promuovere l¿ingresso nel mercato di operatori mobili virtuali (Mvno), quegli operatori che non possiedono una propria rete, ma si appoggiano a quelle di altri operatori.
Le dichiarazioni del Ceo non hanno tuttavia convinto i mercati, dal momento che alla Borsa londinese il titolo Vodafone ha ceduto l¿1,34%.
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