La guerra delle tariffe Adsl inchioda nuovamente Wanadoo. La Ue perquisisce gli uffici

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L¿Isp francese Wanadoo si trova nuovamente al centro delle polemiche per le tariffe praticate nei servizi Adsl. La scorsa settimana, gli uffici della divisione Internet dell¿operatore storico France T&#233l&#233com (vedi scheda), hanno ricevuto la visita, senza alcun preavviso, degli ispettori della Commissione europea e degli agenti della Direzione Generale della Concorrenza del Consumo e della Repressione delle Frodi (DGCCRF).

L¿ispezione &#232 stata condotta nel merito dell¿indagine che riguarda le tariffe Adsl lanciate dal provider da inizio d¿anno.

A quasi un anno di distanza dalla multa da 10,3 milioni di euro inflitta dalla Commissione europea a Wanadoo, le pratiche commerciali dell¿Isp fanno nuovamente discutere i player del settore.

I motivi che hanno portato la Ue a sanzionare la divisione di France T&#233l&#233com (l¿inchiesta era stata aperta nel settembre 2001, ndr), potrebbero aiutare a far luce sull¿attuale situazione della societ&#224 e sulle sue scelte strategiche.

Bruxelles in quell¿occasione aveva asserito che la propria decisione, era stata motivata dal fatto che Wanadoo aveva adottato delle scelte commerciali con il fine di ¿arginare la concorrenza¿ al lancio dell¿Adsl.

La decisone della Commissione europea, in un documento di 160 pagine, era motivata dal fatto che Wanadoo aveva abusato della sua posizione dominante fino all¿ottobre 2002, lanciando l¿Adsl a prezzi veramente aggressivi.

Di fronte a queste accuse, la direzione di Wanadoo aveva lamentato alla Commissione un approccio discriminatorio al caso. L¿Isp aveva fatto anche appello al tribunale di prima istanza di Lussemburgo.

Da tempo numero uno sul mercato francese, Wanadoo vantava a fine marzo 2 milioni di utenti alla banda larga, su 4,1 milioni di francesi che hanno una connessione Internet Adsl.

Le possibilit&#224 dei suoi concorrenti di poter competere ¿sembrano quasi inesistenti¿, aveva affermato allora Bruxelles, precisando che ¿lo scenario pi&#249 verosimile¿ &#232 il mantenimento da parte di Wanadoo, di una quota del mercato della banda larga ¿tra il 50-60%¿.

In dettaglio, la Commissione aveva puntato il dito contro alcune scelte strategiche dell¿Isp francese per il lancio dell¿Adsl, ritenute lesive della concorrenza.

E infine aveva concluso che la divisione di France T&#233l&#233com si era deliberatamente impegnata in una strategia ¿non sostenibile¿ dai suoi concorrenti.

Per giustificare le sue pratiche commerciali, Wanadoo ha sempre spiegato che le sue tariffe sono state ¿condizionate dall¿atteggiamento dei suoi concorrenti¿.

La divisione di France T&#233l&#233com ha interpretato ¿il fiorire delle offerte promozionali¿ a partire dall¿ottobre 2002, ¿come una prova della vitalit&#224 della concorrenza e del mercato¿.

Asserendo di fronte alle accuse di Bruxelles, di aver visto nelle sue scelte le uniche che gli avrebbero garantito di sopravvivere sul mercato e di guadagnare una certa visibilit&#224.

I vertici di Wanadoo hanno confermato di aver inizialmente scelto di sacrificare la redditivit&#224 ¿a beneficio di uno sviluppo del mercato, con lo scopo di contribuire a pubblicizzare meglio la banda larga¿. Scelta di cui, secondo la societ&#224, si sarebbero avvantaggiati anche gli altri operatori.

Il Gruppo ha anche asserito che una simile scelta si possa giustificare alla luce di un motivo che non era quello di alterare la concorrenza, ma quanto, addirittura, di andare incontro alle esigenze dell¿utente.

L¿Isp poi, non ha condiviso la critica mossa allora dalla Ue, che ha sostenuto che simili scelte sono state fatte da Wanadoo, perch&#233 forte dell¿appoggio della societ&#224 controllante France T&#233l&#233com.

Wanadoo ha sottolineato che anche altri Gruppi dispongono dell¿appoggio di imprese mondiali molto forti, come per esempioT-Online di Deutsche Telekom

Ma Bruxelles non &#232 stata dello stesso avviso. La Commissione ha ritenuto infatti che Wanadoo abbia beneficiato delle ¿condizioni privilegiate per l¿accesso alle informazioni relative al passaggio delle linee telefoniche alla tecnologia Adsl¿.

E che la presenza esclusiva delle offerte di Wanadoo nelle agenzie di France T&#233l&#233com ¿costituisca un fattore di gran sostegno¿.

In conclusione, la Commissione ha ritenuto che Wanadoo abbia alterato le condizioni di mercato in circa 20 mesi, nel corso dei quali la sua fetta di mercato dell¿Adsl &#232 andata dal 40-50% al 70-80%.

Nel momento in cui altri mercati stanno emergendo, come quello della Tv via Adsl per esempio, la Commissione &#232 del parere che un atteggiamento aggressivo su ¿un mercato nuovo e a forte potenziale, arrivato a uno stadio importante del suo sviluppo¿, costituisca ¿un¿infrazione grave¿.

Tempo fa anche l¿Isp italiano Tiscali aveva espresso la sua viva preoccupazione a riguardo. La societ&#224 accusava Wanadoo di concorrenza sleale. Secondo il Gruppo di Renato Soru, il provider francese pratica una vendita in perdita con il lancio delle ultime offerte per la connessione Internet a banda larga.

Dopo la presa di posizione dell¿Isp italiano e di quello americano Aol, divisione Internet del colosso dei media Time Warner, gli uffici dell¿Antitrust Ue hanno deciso di approfondire le indagini.

Al fine di assicurarsi che Wanadoo non pratichi pi&#249 ¿prezzi predatori¿, la Commissione ha imposto all¿Isp francese l¿obbligo, fino al 2006, di fornire in dettaglio le voci di ¿entrata e uscita¿ dei suoi servizi Adsl, cosa che non &#232 stata sufficiente per distogliere l¿Isp dalla pratica non rispettosa delle regole della concorrenza.

Al centro del mirino della Ue, le due offerte: quella da 128 kbps limitata a 20 ore per 14,9 euro e quella da 512 kbps limitata a 5 gigabites per 24,9 euro, entrambe per due anni.

L¿Autorit&#224 francese di regolamentazione delle Tlc (ART) ritiene che ¿¿le due offerte non permettono di coprire i costi¿.

Ironia della sorte, mercoled&#236 scorso, mentre negli uffici di Wanadoo era in atto l¿ispezione, l¿Isp abbassava di 5 euro il prezzo delle offerte a 1 Mbps.

Per il momento, le Autorit&#224 della concorrenza non hanno sospeso le tariffe di Wanadoo, come richiesto dall¿ART, ma porteranno le indagini fino in fondo.

I vertici di France T&#233l&#233com hanno confermato l¿ispezione, mentre da Bruxelles non &#232 arrivato nessun commento.

&#169 2004 key4biz.it

Raffaella Natale

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