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Il costo della cocaina? In Italia è di 80 euro al grammo

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Il prezzo della cocaina porta il mercato italiano degli stupefacenti più o meno sullo stesso piano di quello canadese e statunitense.

Il costo della cocaina? Quanto guadagnano le mafie dalla sua vendita? Non è facile dirlo con esattezza. E il motivo è ovvio: i valori cambiano in base alla qualità e, come tutti i mercati, anche quello della droga è soggetto ad oscillazioni di prezzo. In ogni caso, è utile analizzare i prezzi delle sostanze stupefacenti per cercare di capire quali sono i fatturati delle mafie italiane e straniere.

Il costo della cocaina in Italia

L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze stima che in Italia il costo di un grammo di cocaina di medio-alta qualità sia intorno agli 80 euro. Il prezzo della cocaina porta il mercato italiano degli stupefacenti più o meno sullo stesso piano di quello canadese e statunitense, con l’offerta che riesce a risponde ad una domanda vasta e non troppo pretenziosa. D’altronde, anche la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze certifica che durante la pandemia la produzione e il traffico di stupefacenti si sono facilmente adattati alle restrizioni. Addirittura i sequestri nel 2020 sono aumenti del 7,4% rispetto al 2019. E la cocaina è la droga che ha visto un clamoroso aumento nei quantitativi di sequestro da parte delle autorità: +62%.

Qual è il costo di un grammo di cocaina nel mondo

Quello della cocaina è un mercato che non ha confini e non conosce crisi. Con un valore complessivo di 16,2 miliardi di euro solo in Italia, il mercato delle sostanze stupefacenti è composto principalmente da due voci: i derivati della cannabis sono il 39%, mentre la cocaina copre il 32% del giro d’affari. Ma negli ultimi tre anni l’incremento medio del commercio di cocaina è cresciuto di 2,5 punti percentuali. L’unica sostanza di cui aumentano i sequestri anche nel nostro Paese.

Nel dettaglio, lungo il 2020 sono state sequestrate 13,4 tonnellate di cocaina, 512 kg di eroina, oltre 19,8 tonnellate di marijuana e più di 9,7 tonnellate di hashish. Ciò nonostante diminuiscono i detenuti nelle carceri per violazione normativa sulle droghe, scesi da 21.213 nel 2019 a 18.697 nel 2020.

Quanto guadagnano le organizzazioni criminali

Ovviamente il profitto è tutto in mano alle organizzazioni criminali che ne gestiscono l’intera filiera, dalla produzione nei Paesi del terzo mondo, al trasporto e distribuzione. Secondo i dati forniti dall’Eurispes, la sola Camorra, che “fattura” ogni anno 33 miliardi, gestisce un giro d’affari legato al traffico di droga pari a 14.230 milioni di euro che giace nei paradisi fiscali. Questo senza contare le altre organizzazioni mafiose autoctone e straniere che operano anche sul territorio nazionale.

Il costo della cocaina pura all’80%

Tornando ai dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc), scopriamo che è l’Oceania il mercato in cui è possibile guadagnare di più dal traffico di cocaina.

Come si vede nel grafico sopra, nonostante le lunghe rotte del traffico e il numero di Paesi di transito, infatti, l’alto prezzo della cocaina rende il contrabbando in Australia e Nuova Zelanda più attraente per i trafficanti. Un mercato altamente redditizio, rispetto ad altre destinazioni finali come il Nord America e l’Europa.

Se in Italia il prezzo della cocaina pura almeno all’80% si aggira sugli 80 euro, nel Regno Unito la media è di 127 dollari al grammo, con un costo della cocaina all’ingrosso che supera i 44mila dollari al chilo. Più o meno simili i margini negli Stati Uniti, mentre sono inferiori in Canada, con un prezzo all’ingrosso pari a 50mila dollari e uno al dettaglio di 77 dollari. Discorso diverso, dicevamo, per quanto riguarda l’Oceania.

Come si forma il prezzo della cocaina

Il prezzo della cocaina così alto, però, non è sinonimo di qualità della materia prima, bensì della tortuosa tratta che la merce deve percorrere. Nel solo 2019 le autorità australiane hanno identificato un totale di 49 Paesi come punti di imbarco per la cocaina. Tra questi i principali sono SudafricaMessicoStati UnitiFijiFranciaCanada, Paesi BassiBrasileBelgio e Regno Unito. Questo nonostante l’origine della cocaina sia per il 70% dalla Colombia. Storia diversa per la Nuova Zelanda in cui i Paesi di provenienza sono direttamente Ecuador e Perù, forse a causa anche dei minori controlli e quindi della facilità maggiore nel gestire le tratte.

La cocaina non è più la droga dei ricchi

Sempre secondo l’ufficio dell’Onu in Italia ci sarebbe stato un deprezzamento importante del prezzo della coca. Nel 2006 il prezzo della sostanza stupefacente era intorno ai 91 euro, quindi significa che nel corso del tempo il deprezzamento è stato di ameno il 15% se non maggiore. Quali sono le conseguenze?

Che la cocaina non è più la “droga dei ricchi”, chiamata così perché aveva un prezzo al grammo superiore alla media della altre sostanze, ma è diventata alla portata di tutti, purtroppo alla portata anche delle tasche delle persone più giovani.

Che cosa è (davvero) la cocaina

La cocaina è una sostanza psicotropa che stimola il sistema nervoso centrale e tra i suoi effetti fisici c’è anche quello di essere un vasocostrittore e anestetico e questo significa che impedisce al cervello di ricevere correttamente i segnali di dolore che arrivano dal corpo.

La sostanza si ricava dalle foglie di coca (il cui nome scientifico è: Erythroxylum coca) che si trova in particolare nei Paesi sudamericani e viene assunta generalmente per inalazione o, più raramente, per via endovenosa.

Gli effetti della cocaina sul corpo

Il costo della cocaina, come abbiamo visto, è abbastanza basso e anche per questo motivo è la sostanza stupefacente più usata al mondo dopo la cannabis anche perché quando si inizia ad assumerla è difficilissimo smettere per l’alto tasso di dipendenza che provoca.

Gli effetti infatti, sono quelli di una sensazione di euforia inarrestabile con un aumento del battito cardiaco, della sudorazione e dilatazione delle pupille.

Quali sono i Paesi che producono più cocaina

La Colombia è il paese che produce la maggior parte della cocaina a livello mondiale. La produzione di cocaina in Colombia è stata stimata a oltre 1.000 tonnellate all’anno, e il paese continua a essere uno dei principali produttori di droghe illegali al mondo. La droga ha un impatto significativo sull’economia della Colombia, anche se è difficile quantificare esattamente il suo peso. La produzione e il traffico di droghe illegali sono attività illecite e spesso finanziate da gruppi criminali che operano al di fuori dei canali economici ufficiali.

Questo rende difficile stabilire una stima precisa del loro impatto sull’economia. Tuttavia, si può affermare che la produzione di cocaina ha un impatto significativo sulle regioni rurali della Colombia, dove avviene la maggior parte della produzione di cocaina.

La produzione di cocaina può fornire posti di lavoro e reddito a molte persone che altrimenti potrebbero non avere accesso ad altre fonti di reddito. Tuttavia, l’impatto economico è spesso negativo a lungo termine, poiché la produzione e il traffico di droghe illegali sono associati a violenza, corruzione e instabilità economica e politica.

Dopo la Colombia, i più grandi produttori di cocaina al mondo sono:

  1. Perù – La sua produzione è stata stimata a oltre 300 tonnellate all’anno.
  2. Bolivia- La sua produzione è stata stimata a circa 200 tonnellate all’anno.
  3. Messico – E’ un importante produttore di cocaina e uno dei principali fornitori per il mercato degli Stati Uniti.
  4. Honduras – La sua produzione è stata stimata a oltre 40 tonnellate all’anno

I dati si riferiscono al: 2019-2020

Fonte: Unodc, Europol, Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, Eurispes, Parlamento 

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