Dichiarazioni di Carlo Malinconico dopo la sua rielezione a presidente FIEG

di |

Italia


Si è svolta a Roma l’Assemblea Generale Ordinaria dei Soci della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG), aperta dal Presidente in carica, Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg, che aveva all’ordine del giorno anche l’elezione degli organi sociali Fieg per il prossimo biennio.

Chiamata ad esprimersi, l’Assemblea ha quindi confermato Presidente, per acclamazione, lo stesso Prof. Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg per il biennio 2010-2012.

Professore di Diritto dell’Unione Europea alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Tor Vergata di Roma, Carlo Malinconico è stato, tra l’altro, Segretario generale di Palazzo Chigi dal 2006 al 2008, Capo del Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dal 1996 al 2001 nonché Consigliere di Stato dal 1985 al 2002. È presidente Fieg dal 9 luglio 2008.

Il Presidente ha ringraziato l’Assemblea e si è detto “molto orgoglioso della rielezione“. “In questi due anni – ha detto – sono stato catapultato nel mondo dell’editoria. Un mondo bellissimo, ma in oggettiva difficoltà, difficoltà che sono pronto ad affrontare ancora a fianco degli editori con tutta l’energia che sarà necessaria“.

Malinconico, che nella parte iniziale dell’Assemblea aveva fatto un breve riepilogo dell’attività svolta dalla Federazione nel corso del suo primo biennio di presidenza, si è detto consapevole che “la situazione attuale è ancora più difficile, complicata da circostanze che meritano tutta la nostra attenzione“. “Sono di queste ore – ha proseguito – le iniziative della FIEG, anche a fianco della FNSI, a tutela della libertà di stampa e di cronaca. Gli editori non hanno mai rifiutato il confronto sui temi della tutela della riservatezza, ma respingono la modalità con cui si intende intervenire. Il disegno di legge si limita a prevedere soluzioni come quella delle sanzioni per gli editori, che soluzioni non sono“. “Non mi stancherò di ripetere che non si risolve il problema degli abusi o della tutela della riservatezza imponendo limiti generalizzati e sanzioni che comportano il controllo dell’editore sulla redazione, scompaginando un assetto costituzionale e ordinamentale risalente nel tempo. Gli editori non possono, non devono, intervenire sui contenuti. Si tratta di un provvedimento che comporta solo un aggravio ulteriore di costi per le imprese editrici, già duramente colpite. Si parla di agevolare la vita delle imprese, anche modificando l’articolo 41 della Costituzione: ne siamo felici. Ma poi in concreto si obbligano gli editori a duplicare la struttura organizzativa di prevenzione aggiungendola a quella predisposta dal direttore responsabile. Che semplificazione è mai questa e chi paga il doppio onere?“.

Malinconico ha poi ricordato alcuni degli altri temi sui quali intende continuare a guidare l’azione della Federazione: la governance di Audipress, innanzitutto, e in generale di quel settore che tanto incide per il reperimento delle risorse pubblicitarie. “Sono stati convenuti dei sistemi di rilevazione ed è intollerabile – ha detto – che ex post sia messa in dubbio l’attendibilità di quei dati che sono invece reali e da difendere“. Poi, il tema della distribuzione per cui vanno ricercate soluzioni più moderne, tema che porta con sé quello della spedizione postale dei giornali in abbonamento. “È di ieri – ha detto Malinconico – l’esito che definisco ‘indegno’ di una vicenda di consultazioni con le Istituzioni e con Poste Italiane per limitare i danni di un decreto, quello del 1° aprile scorso, che improvvisamente e senza alcuna gradualità ha comportato più del raddoppio delle tariffe pagate dagli editori per le spedizioni postali della stampa. Dopo la nostra protesta sono stati aperti dei tavoli politici, poi dei tavoli tecnici, ma la delegazione che da ultimo ci ha incontrato ieri si è rivelata inadeguata a fornire una soluzione, anzi si sono fatti passi indietro rispetto a maggio. Un emendamento che tentava di dare una risposta legislativa è stato respinto“. “La posizione della Fieg non può che essere di ferma reazione per verificare se l’intenzione di dare una risposta dal Governo e da Poste è veramente seria“. “Se così non fosse – ha continuato Malinconico – è opportuna l’immediata ricerca sul mercato di soluzioni con altri operatori. Non possiamo essere noi, con nostro sacrificio, a supportare le inefficienze del sistema“.

Gli editori associati alla Fieg hanno rivelato, nei due anni appena trascorsi, una grande coesione, dimostrando di essere disposti a lavorare insieme per una visione comune degli obiettivi e delle priorità da raggiungere” – ha aggiunto il Presidente – “e mi auguro che gli organi della FIEG continuino ad aiutarmi nell’individuare tali priorità e a perseguirle con sempre maggiore efficacia“.

Gli editori – ha sottolineato Malinconico – vogliono fare la loro parte nel contenimento del bilancio pubblico, ma tutti gli attori della vicenda devono fare altrettanto. Non siamo alla ricerca di risorse pubbliche ma chiediamo gradualità e non retroattività“. “Certo – ha aggiunto – ciò che è veramente necessaria è una politica industriale, cui troppe volte si è risposto con vaghe promesse, come quella reiterata della convocazione degli Stati Generali dell’Editoria“.

Il Presidente ha concluso ringraziando ancora gli editori per la rielezione, assicurando il massimo impegno in una battaglia – quella a difesa di un settore tanto importante per i valori legati al pluralismo e alla libera circolazione delle idee – che è davvero “una battaglia che merita di essere combattuta“.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz